Exero s.r.l. | Blend Tower Piazza IV Novembre, 7 | 20124, Milano | Italy |Partita iva  09853920966

sharpen your potential

retailers at a crossroads

April 28, 2017

 

 

l’industria del retail ha dovuto affrontare una delle più delicate fasi della sua storia. la vendita online nacque ormai più di due decenni fa, ma il retailing tradizionale non è mai stato minacciato tanto quanto al giorno d’oggi.

il valore in borsa di Amazon è ora il doppio del valore di mercato di Walmart, considerato il maggior retailer del mondo. insieme a Walmart, migliaia di grandi e piccoli retailers stanno patendo l’incredibile forza di Amazon. 

non tutti però hanno la potenza di Walmart sul mercato, anzi per la maggior parte di loro, questa situazione risulta essere una competizione tra Davide contro Golia piuttosto che uno scontro tra titani.

 

come possono sopravvivere le aziende a questo gigante, che detiene il marketplace più grande del mondo, il prezzo più competitivo sul mercato, la gestione di una grande varietà di dati che gli permettono di comprendere il consumatore finale al meglio e che in più ha recentemente investito sul retailing e innovazione dell’esperienza del consumatore attraverso tecnologie all’avanguardia?

 

questa guerra di Davide contro Golia sta cambiando il modo con cui la gente percepisce gli acquisti, più velocemente di quanto chiunque potesse aspettarsi. i “Davide” del mondo, comunque, non dovrebbero sentirsi scoraggiati. c’è sufficiente spazio per trovare il loro posto nel mondo e ottenere successo

 

cosa non dovrebbe fare David?

il miglior modo per David di fallire è fingere di essere Golia. i retailers infatti non dovrebbero competere ai livelli di Amazon.

i portali di e-commerce e il modello omni-channel sono essenziali, è vero, ma non dovrebbero essere considerati come unica strategia vincente.  

 

come potrebbe sopravvivere David?

i “Davide” dovrebbe provare ad attenuare la loro ammirazione e desiderio di essere costantemente come Golia; al contrario dedicare un po’ del loro tempo ad analizzare se stessi per comprendere al meglio le loro competenze e qualità. nessuno possiede esattamente le stesse competenze che ha Golia, esse non sono facilmente replicabili.

inoltre, una volta che i retailers, colgono appieno il fulcro delle loro capacità, l’innovazione si manifesterà in maniera del tutto naturale. questo ciò risulta essere molto più veloce ed efficiente rispetto ad innovare laddove le tue core-competences non sono applicabili.     

 

il bivio

molti retailers hanno sentito il bisogno di innovare, ma gli investimenti sono sempre stati sporadici e variegati. come mia personale opinione, quando arriva il momento di innovare, i retailers si trovano davanti ad un bivio. possono decidere di investire su una innovazione di processo o sul coinvolgimento del consumatore. dedicarsi a entrambe le innovazioni contemporaneamente potrebbe risultare pericoloso, dal momento che queste si rivolgono a bisogni differenti del consumatore finale e inviano segnali contrastanti sul mercato.

 

innovazione di processo

lo scopo dell’innovazione di processo è quello di rendere la vita del consumatore più semplice, senza che la tecnologia sia necessariamente mostrata al consumatore stesso. ciò significa che questo tipo di innovazione non è solo uno strumento per rendere l’esperienza del consumatore all’interno del punto vendita più semplice, veloce ed efficiente, ma è anche uno strumento per retailers e venditori che gli permetta di agire in maniera più efficiente, ottimizzando gli sforzi e riducendo il loro capitale investito nel processo di produzione. 

un esempio rappresentativo di questa innovazione deriva, ironicamente, da Golia: AmazonGo (anche se può sembrar essere stato un fallimento, ha mostrato al mondo intero un esempio perfetto di innovazione di processo). AmazonGo rende lo shopping più veloce, più efficiente e riduce le ore di attesa alla cassa per il consumatore.

allo stesso modo, permette ai retailers di avere degli store più snelli con meno forza lavoro impiegata.

l’innovazione di processo, in ogni modo, ha i suoi rischi. l’esecuzione qui ne è la chiave. la tecnologia utilizzata deve essere impiegata ogni singola volta, altrimenti, il viaggio del consumatore verrà compromesso. 

 

possiedi i giusti partners e capacità per poter intraprendere questa strada?

 

innovazione nel coinvolgimento del consumatore.

il coinvolgimento del consumatore rende lo state of art-technology più visibile agli occhi del cliente, così da creare il cosiddetto “effetto wow” e focalizzarsi maggiormente sulla mente del consumatore. gli esempi in merito sono vari: dall’utilizzo della realtà aumentata, ai robot, fino ad arrivare ai camerini smart di Ralph Lauren. in un mondo frenetico dove la gente costantemente ha bisogno e si aspetta di essere stupito, offrire una straordinaria in store-experience può essere molto importante. anche l’innovation customer engagement può rappresentare qualcosa di forte ed avere un grande impatto sui media.

comunque, è bene sottolineare, che “l’effetto wow” è difficilmente sostenibile sia nel lungo termine che in larga scala.

 

hai le capacità innovative e la struttura organizzativa per sorprendere positivamente il consumatore e fidelizzarlo nel tuo negozio sul lungo periodo?

 

conclusione

i retailers si trovano dunque davanti ad un bivio. necessitano di innovazione ma, per sopravvivere, hanno bisogno di comprendere al meglio le loro competenze chiave, così da sapere esattamentre dove indirizzare i loro sforzi: customer engagement o customer journey

non c’è una scelta migliore tra le due opzioni, o una che ingloba entrambe le soluzioni. dal mio punto di vista, la scelta dovrebbe essere fatta in maniera conscia e mirata. io credo che un mix delle due tecnologie possa rivelarsi inefficiente e dannosa nel lungo periodo. retailers che attuano una strategia mista di questo tipo, potrebbero non essere all’altezza delle aspettative dei loro clienti, non riuscendo a focalizzarsi a sufficienza sulla realizzazione.

 

per concludere, le mie previsioni sull’industria del retail sono positive.

il mondo oggigiorno mette i retailers costantemente di fronte a sfide da superare. tuttavia, questa sfide possono rappresentare, non solo un rischio ma anche una bella opportunità per riconsiderare l’esperienza dell’acquirente e creare un valore aggiunto per l’industria e per il consumatore finale.

 

 

 

 

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

post

October 30, 2017

October 30, 2017

Please reload

Please reload